Index

Recoaro Terme

Privacy Policy

Link utili

Il Centro Termale

 

Lo stabilimento termale delle Fonti Centrali è un ampio complesso realizzato in stile liberty a fine Ottocento e si trova all’interno di un parco di oltre 20 ettari, poco distante dal centro cittadino. Alle splendide fioriture di ortensie della zona termale fa da cornice una valle verdeggiante che s’innalza verso le creste delle Piccole Dolomiti. Nello stabilimento si trovano 5 fonti termali (Lelia, Lorgna, Amara, Nuova e Lora); altre 4 fonti "staccate" (Giuliana, Capitello, Franco e Aureliana) si trovano nei vicini dintorni dell'abitato. Le cure praticate sono idropinica, inalatora e la fangatura d'ocra (ottenuta macerando nell'acqua i depositi inorganici spontanei delle sorgenti minerali, dalla consistenza pastosa e dal colore giallo-rossastro).

 

L'acqua

Aureliana, Capitello, Giuliana. 9-10 °C mediominerale bicarbonato-alcalino-terroso-ferruginoso-carbonico-litiosa.

Lelia, Amara, Nuova, Lorgna. 11-12 °C bicarbonato-solfato-alcalino-terrosa ferruginosa carbonica.

Lora. 6,4 °C oligominerale.

 

Le indicazioni terapeutiche

Malattie circolatorie, del fegato e delle vie biliari, della pelle, dell'apparato digerente, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio, dell'apparato urinario e del ricambio.

 

Le cure termali

Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, fanghi, inalazioni caldo-umide, nebulizzazioni.

 

Le altre cure

Chinesiterapia, consulenza, massaggi, riabilitazione, terapie fisiche.

 

Per ulteriori informazioni vi suggeriamo il sito www.termedirecoaro.it.

 

Il patrimonio idrogeologico

 

LE FONTI CENTRALI

Simbolo ed essenza stessa della villeggiatura estiva a Recoaro per tutto il corso dell'Ottocento e del Novecento, le Fonti furono per migliaia di curanti stagionali l'elegante e immancabile meta delle passeggiate quotidiane, l'incantevole ritrovo della salute dove uomo e natura si erano alleati per offrire al variegato pubblico dei turisti estivi le fresche e benefiche acque minerali sgorganti dalla roccia.

Esse venivano raccolte e distribuite nei classici boccali, per essere consumate in precise quantità secondo le rigorose prescrizioni mediche, oppure a volte, più semplicemente, sorseggiate a piacere del visitatore. Più o meno convinto che ciascuna di esse, con le sue proprie caratteristiche fisiche, fosse capace di produrre i più differenti e positivi effetti sulla salute.

Ma l'ambiente delle sorgenti e delle fonti - fin dagli storici fasti delle terme romane - è sempre stato anche il luogo degli incontri e delle conversazioni mondane, il salotto buono per le letture e i pettegolezzi, per i concerti d'intrattenimento e per gli approcci amorosi, così come ci è stato tramandato, fra l'altro, da tutta una feconda letteratura di genere, appunto, 'termale".

Ecco allora l'affollarsi dei foresti nel piazzale delle terme e sotto il porticato, o lungo i vialetti del parco lussureggiante, a coppie, a crocchi, o riuniti per gruppi familiari o per brigate di amici, desiderosi tutti, bicchiere alla mano, di scambiarsi l'ultimo chiacchiericcio alla moda, di posare per il fotografo o di prenotarsi per l'escursione sul dorso dei caratteristici somarelli.

Le "Fonti Centrali" erano quelle sorte e sviluppate sul luogo dell'originaria scoperta della Lelia ad opera del conte Piovene, ancora nell'anno 1689. Per fonti "staccate", invece, si intendevano le sorgenti disseminate qua e là nel verde della conca dove la frescura del bosco faceva da splendida cornice alla bibita delle acque, come la Pace, la Giuliana, la Capitello, la Franco e l'Aureliana.

 

LE ALTRE FONTI

Se la Lelia rappresentava in qualche modo l'origine 'nobile' del termalismo recoarese, che andò via via organizzandosi attorno al luogo originario della scoperta, il successo ottocentesco della stazione di cura fu anche dovuto al prezioso corollario delle cosiddette 'fonti staccate'. Numerose, ricche di minerali variegati e, soprattutto, ubicate quasi sempre in luoghi ombreggiati e suggestivi dal punto di vista paesaggistico, nei vicini dintorni dell'abitato recoarese immersi nel verde, esse diventarono il punto di arrivo di salutari passeggiate, che vedevano brigate di amici e comitive di villeggianti a piedi, oppure sul dorso dei somarelli, raggiungere la frescura di questi piccoli complessi termali dove, accanto alla sorgente cui si attingevano le acque, non mancava solitamente un posto di ristoro buono per rendere più piacevole e riposante la sosta prima del ritorno.

 

LA CURA DELL'ACQUA

Illustri medici agli inizi del Novecento così raccomandavano ai curanti l'impiego delle acque di Recoaro. "Portarsi presto alla sorgente e prendere prima una tazza di caffé o di latte. Avuto il bicchiere d'acqua, berlo passeggiando ed in 3 o 4 riprese. Limitare la bibita dell'acqua in principio della cura, ed aumentare progressivamente, e ciò secondo il grado di digeribilità, sino ai 4-5 bicchieri, da bersi nello spazio di circa 2 ore, mattino e sera. È bene osservare che le acque già bevute siano bene assorbite ed emesse."

 

Tratto dal libro "Saluti da Recoaro", raccolta selezionata di 281 cartoline storiche dalla fine dell'Ottocento agli anni Cinquanta del Novecento. A cura di Lia Vagheggi, Luciana Costa, Giovanna Potepan, Paola Russe, Dario Rossato, Giorgio Trivelli, Elsa Visonà. Commenti storici a cura di Giorgio Trivelli.


Venerabile Confraternita dei Gnochi con la Fioreta - Recoaro Teme (VI) - www.gnochiconlafioreta.com